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    È DIMOSTRATO

    È DIMOSTRATO: LE DONNE SONO PIÙ PRODUTTIVE SUL LAVORO Oggi ci siamo chiesti: avere delle donne in azienda aumenta la produttività? Non si tratta, in realtà , di una domanda casuale.

    La risposta è sicuramente affermativa e non lo diciamo noi, lo confermano diversi esperti in materia e altrettanti studi realizzati sul tema.

    Proviamo a spiegarti da cosa deriva questa affermazione.

    1- Dati attuali.

    Le donne rappresentano approssimativamente la metà della popolazione mondiale, quindi oltre 3.

    500 milioni di persone, di cui circa un terzo attive lavorativamente, Xinmaoyuan Borse donna borsetta incrociate in diagonale MiddleAged femmina quadrato piccolo sacchetto,Golden Golden
    tenere conto dei lavori domestici.

    Sono i dati di uno studio di Manpower Group che ha inoltre rilevato che, nei paesi che fanno parte dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), le donne guadagnano in media il 17% in meno degli uomini.

    E’ stato inoltre rilevato che, al mondo, solo il 16% delle donne occupa un posto direttivo e, normalmente, nei consigli di amministrazione importanti, solo un posto su 10 è occupato da una donna.

    In Italia, le donne imprenditrici sono ancora poche.

    2- Cosa dicono i politici.

    In occasione delle elezioni europee del 2014 molti dei candidati hanno sollevato e dibattuto il tema delle donne e della produttività.

    Secondo molti, l’Unione Europea sarebbe più produttiva del 18% se avesse a disposizione un team misto a tutti i livelli della propria struttura .

    3- La conferma della Banca Mondiale.

    Una delle entità più potenti al mondo, come la Banca Mondiale , conferma la tesi secondo cui le aziende sarebbero più produttive grazie alle donne.

    Lo fa attraverso un report pubblicato di recente dalla IFC (International Financial Group, di cui la Banca Mondiale è organo membro) in cui si rileva che investire nell’assunzione delle donne (e migliorare le condizioni del lavoro degli uomini) può portare diversi benefici alle donne e alle aziende stesse.

    Il report, intitolato ‘Investire nelle risorse femminili: un valore per le aziende e per lo sviluppo’ evidenzia che gli investimenti a favore del lavoro femminile hanno creato maggiore produttività, più fidelizzazione del personale e la scoperta di nuovi talenti.

    L’analisi riporta inoltre alcuni esempi concreti di come le iniziative adattate al mondo femminile (formazione, sostegno degli asili, servizi per la salute…) possono migliorare sensibilmente il rendimento aziendale e le condizioni lavorative del personale.

    4- E se hanno figli, sono ancora più produttive! Molti pensano che le donne, dopo aver avuto dei figli, siano meno produttive.

    Congedo di maternità, riduzione delle ore di lavoro…ma si tratta di una convinzione errata, come segnalato dal report della Federal Reserve di San Luis, negli Stati Uniti.

    La conclusione principale di questa analisi è che le donne che hanno almeno due figli sono le più produttive sul lavoro.

    I risultati segnalano che chi ha figli unici o chi non ha figli sono in grado di portare a termine le medesime attività nella stessa maniera.

    Le donne che non hanno avuto figli durante i primi 5 anni della loro carriera sono meno produttive di quelle che hanno avuto almeno un figlio.

    E nel caso in cui abbiano avuto almeno due figli le loro performances lavorative sono ancora migliori.

    E una volta cresciuti i figli, le madri risultano essere più performanti delle donne senza figli.

    5- Perché? Lo studio segnalato in precedenza indica che le donne sono più produttive perché più organizzate degli uomini, spesso più ordinate e perché hanno una reputazione consolidata o semplicemente spiccano per dedizione sul lavoro , come forma di allontanamento temporaneo dalle attività domestiche e famigliari e quindi rendono maggiormente .

    6- Un ultimo studio.

    Un altro report, stilato da Force Manager, azienda che si occupa di software per la gestione di reti commerciali, segnala che le donne sono in media il 13% più produttive degli uomini riguardo a mansioni commerciali.

    Per giungere a questa conclusione lo studio ha tenuto conto di diversi tipi di attività commerciali come le email, Donna Cuoio Goffrato Madre Pack Retro Moda Singola Spalla Crossbody Bag WineRed
    , le presentazioni di offerte e altri tipi di interazione tra i venditori ed i clienti.

    Secondo i dati rilevati, le donne ottengono migliori risultati di vendita e, in media , chiudono un 2,7% di contratti in più, mentre gli uomini lavorano in maniera più intensiva (9,2% in più delle donne).

    7- Perché queste cifre? Secondo Oscar Macia, CEO di Force Manager ‘l’empatia e la capacità di ascolto delle donne può spiegare il motivo per il quale ottengono un maggior numero di contratti.

    Attualmente, i venditori devono essere in grado di ascoltare i problemi dei propri clienti ed offrire loro soluzioni più che prodotti.

    In questo senso le donne dimostrano di essere più efficienti: capiscono meglio le necessità e sanno come rispondere alle richieste dei clienti.

    Aumentano i lavoratori con contratto a termine  L’autorità parlamentare di bilancio nella nota congiunturale segnala che «nel quadro economico favorevole, l’occupazione nei primi mesi dell’anno ha continuato a crescere», ma questo è dovuto al «sensibile incremento dei lavoratori con contratti a termine, complice il venir meno della decontribuzione per le assunzioni a tempo indeterminato». Il report segnala che il ciclo economico e l’andamento dell’occupazione hanno incoraggiato un aumento della partecipazione al mercato del lavoro. Così gli inattivi sono scesi di 473 mila unità nel primo trimestre, entrando nella classificazione dei disoccupati: questo ha moderato la velocità del processo di riduzione del tasso di disoccupazione.

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    Upb, in 21 anni aumento debito/Pil di 15,7 punti, pesa crisi

    Ampia l’area di sotto-utilizzo delle forze lavoro  
    «Tuttavia l'area di sotto-utilizzo delle forze di lavoro resta ampia e sostanzialmente più estesa di quanto indicano i dati della disoccupazione. - mette in risalto l'Upb - Sommando alla forza lavoro potenziale (inattivi disponibili a lavorare), la disoccupazione e i sotto-occupati (800 mila persone circa che lavorano un numero inferiore di ore a quelle desiderate), si arriva, nel primo trimestre dell'anno, a un tasso di sotto-utilizzo del lavoro pari al 24,5 per cento del bacino esteso di forze di lavoro. Tale fenomeno, riscontrabile sia pure in proporzioni diverse anche nel resto dell'area euro, tende a comprimere le pressioni salariali. Ciò, unitamente all'indebolimento del petrolio e all’apprezzamento dell’euro verificatisi negli ultimi mesi, contribuisce a mantenere l’inflazione in Italia e nella zona euro su bassi livelli, ben al di sotto dell'obiettivo del 2 per cento come confermato dalla Bce». 

    assi invariati e conferma del programma di Quantitative Easing. Le decisioni del Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea confermano la prudenza di rigore del Presidente Draghi: “La ripresa si rafforza e si estende – il mantra che è tornato a ripetere -, i rischi sono ora bilanciati, ma a mancare sono ancora segnali forti che di un rilancio dell’inflazione”.

    “La ripresa c‘è, l’inflazione non ancora”


    “Dopo molto tempo stiamo finalmente vivendo una forte ripresa – il suo rassicurante commento alla stampa -. Ora dobbiamo solo attendere che stipendi e prezzi al consumo si avvicinino ai nostri obiettivi”.
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    Su Twitter la malizia di Bloomberg: “Più si avvicina il momento in cui la BCE dovrà decidere se interrompere il programma di allentamento quantitativo, più le conferenze stampa del Presidente Draghi si accorciano”

    Qui la trascrizione integrale della conferenza stampa di Mario Draghi

    “Le politiche della BCE rispondono agli obiettivi del nostro mandato: non occupazione e crescita, ma stabilità dei prezzi”

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